Castel Sant’Angelo, da sepolcro a rifugio papale

Castel Sant’Angelo, in una città grande come Roma, dove la bellezza dei monumenti lascia senza fiato sia turisti che residenti, spesso si finisce col concentrarsi più sull’aspetto estetico che su quello storico di Colosseo e “parenti”. Quanti conoscono realmente le storie che si nascondono dietro i ruderi vecchi secoli della Capitale? Probabilmente pochi. Eppure i monumenti di Roma raccontano tutti chi più o chi meno di guerre vinte, amori impossibili, tradimenti, abusi di potere e molto altro.

A meno che non si faccia parte di un gruppo di visite guidate a Roma o non si sia specializzati in una materia come l’archeologia, difficilmente si potranno conoscere i segreti nascosti all’interno di chiese medievali o di templi romani. Quali segreti nasconde, ad esempio, un monumento come Castel Sant’Angelo, sopravvissuto nel corso dei secoli a quasi tutti gli avvenimenti della storia romana? Per scoprirlo dobbiamo fare un gigantesco salto nel passato. Siamo agli inizi del II secolo d.C. ( tra il 128 ed il 139 per l’esattezza ), quando venne costruito questo maestoso edificio, destinato ad essere il sepolcro dell’imperatore Adriano e della sua famiglia.

Castel Sant’Angelo
Castel Sant’Angelo

Il Mausoleo, di dimensioni imponenti e dalle decorazioni meravigliose, venne terminato purtroppo un anno dopo la morte di Adriano, per cui fu il suo successore Antonino Pio a consacrarlo e farvi trasferire il corpo del suo predecessore, assieme a quello della moglie Sabina. Da questo momento in poi, l’edificio accoglierà le spoglie degli imperatori – fatte alcune singolari eccezioni almeno fino a Caracalla ( 217 d.C. ), mantenendo così viva la sua funzione sepolcrale. Dovranno passare infatti altre centinaia di anni prima che il Mausoleo di Adriano veda modificarsi la sua connotazione di sepolcro.

Anno 535 d.C.: Roma e tutta l’Italia attraversano un periodo buio. L’Impero Romano d’Occidente era oramai caduto da un pezzo e la città era in balia delle brame di conquista dei barbari e dell’imperialismo bizantino. Il vuoto di potere, seguito alla morte del re dei Goti Teodorico, offre all’imperatore bizantino Giustiniano l’occasione giusta per mettere le mani su Roma. La guerra che seguì, detta greco-gotica ( 535-553 d.C. ), causò purtroppo alla città enormi sofferenze: nel giro di pochi anni questa subì ben cinque assedi, e nel corso di pochi anni la sua popolazione si ridusse ad appena 30.000 abitanti.

Ma torniamo allo svolgimento dei fatti: il brillante generale bizantino Belisario, dopo avere inizialmente cacciato dalla città i Goti, si prepara a difenderla dallo loro controffensiva guidata da re Vitige, forte di 150.000 uomini. Belisario disloca gli appena 5000 difensori di Roma lungo le antiche Mura Aureliane e decide di stanziare un reparto proprio all’interno dell’antico Mausoleo di Adriano conosciuto a quel tempo come Hadrianeum per contrastare gli attacchi provenienti da nord. L’antica tomba dell’imperatore non era certo un monumento funerario ordinario: con i suoi 33 metri di altezza, costituiti da un basamento di 85 m. di lato ed un tamburo del diametro di 64 m. sovrapposti, divenne un vero e proprio bastione difensivo.

L’intuizione di Belisario si rivelò vincente e l’assalto dei Goti venne respinto, dopo un’eroica resistenza, dai difensori dell’Hadrianeum. Il prezzo che però dovette pagare l’edificio fu altissimo: i difensori che si erano trovati a corto di munizioni si ritrovarono infatti costretti a gettare contro i barbari statue, arredi e altre opere d’arte che facevano parte della superba decorazione in marmo del monumento romano.
Questa grande vittoria cambiò definitivamente il destino dell’edificio, che progressivamente andò perdendo l’aspetto antico per munirsi progressivamente di torri, mura merlate, bastioni, guarnigioni ed armerie fino a diventare un vero e proprio Castello, protagonista di innumerevoli e gloriose battaglie per la difesa di Roma.

Il vero e proprio cambiamento lo si ha secoli dopo, quando nel 1367 le chiavi dell’edificio vengono donate a papa Urbano V : da questo momento in poi le sorti di Castel Sant’Angelo saranno infatti sempre legate a quelle dei pontefici, che finiranno con l’utilizzarlo come rifugio segreto nei momenti di eccessivo pericolo della città. Così come il Mausoleo di Adriano anche gli altri monumenti romani godono di una storia lunga e ricca di avvenimenti, che aspetta soltanto di essere scoperta.

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