2 milioni di lavoratori stranieri, fanno oltre 120 mld di euro

Il concetto di immigrazione passa anche attraverso il rapporto con i mezzi di comunicazione di massa. E’ questa la premessa, ma, allo stesso tempo, una della conclusioni più importanti, di un’indagine condotta dalla Fondazione Leone Moressa con il sostegno di Open Society Foundations. L’istituto di studi e ricerche, nato nel 2002 in Veneto, nella sua analisi, raccolta nel volume “Il valore dell’immigrazione”, si è soffermata sui pregiudizi che circondano questa tematica sociale. Basti pensare che troppo spesso si parla di stranieri per fatti di cronaca o per gli sbarchi clandestini. Molto più raramente, invece, si pensa a quanto chi è venuto a vivere in Italia contribuisce allo sviluppo economico del nostro Paese.

Lavoratori stranieri
Lavoratori stranieri

I dati sui lavoratori stranieri in Italia

E allora ecco alcuni dati, che fanno capire la portata di un fenomeno in espansione. Nonostante la crisi degli ultimi anni. In Italia lavorano oltre 2 milioni e 400 mila stranieri (10,8 per cento dei lavoratori totali), che producono l’8,8 per cento della ricchezza nazionale, per una cifra complessiva di oltre 123 miliardi di euro. A far la parte del leone, in questo senso, è la Lombardia. Da sola realizza il 26,8 per cento della ricchezza prodotta dagli stranieri. Seguono il Lazio, l’Emilia-Romagna e il Veneto. I settori economici di maggiore sviluppo per gli immigrati sono i servizi (45,8 per cento degli occupati), la manifattura, le costruzioni, gli alberghi e i ristoranti. Più staccate commercio e agricoltura. Lusinghiera anche la percentuale degli occupati tra gli stranieri. Ben il 57,1 per cento contro il 41, 8 degli italiani. Tutto ciò porta nelle casse dello Stato un contributo fiscale non indifferente. Il gettito complessivo dell’Irpef versata dai contribuenti nati all’estero nel 2013 è stato di 6,7 miliardi di euro per un totale di 3,5 milioni di contribuenti stranieri (8,5 per cento del totale), 600 mila imprenditori e 500 mila imprese.

Questi dati sembrano confermare la tendenza di precedenti ricerche, sempre della Fondazione Leone Moressa. Come ad esempio quella secondo la quale, nell’aumento degli addetti nelle piccole e medie imprese italiane, ha un ruolo fondamentale il mercato del lavoro straniero. Gli immigrati, dunque, hanno un’importanza decisiva nella ripresa economica dell’Italia. Lo dimostra anche il “Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2014” realizzato dal Centro Studi e Ricerche Idos, in collaborazione con Unioncamere, Cna, Camera di Commercio Industria e Artigianato di Roma, MoneyGram e con il supporto dell’Oim (Organizzazione internazionale delle Migrazioni). Da cui emerge che dal 2011 al 2013 le imprese guidate da nati in Italia sono diminuite dell’1,6 per cento, quelle con titolari immigrati, ovvero il cui controllo è in mano a lavoratori di origine straniera, sono aumentate del 9,5 per cento. E la loro incidenza sul totale del tessuto economico-produttivo del nostro Paese è salita all’8,2 per cento.

Agevolazioni in materia creditizia

Gli ostacoli da superare sono ancora tanti. Dalle agevolazioni in materia creditizia alla semplificazione burocratica, dall’alleggerimento del carico fiscale all’apertura a settori non tradizionali e all’associazionismo di categoria. La strada, però, sembra ormai segnata. Ecco, perché, contano molto le raccomandazioni che la Fondazione Leone Moressa rivolge a giornalisti e operatori del settore. In sostanza si tratta di dar voce ai protagonisti, di raccontare le diverse facce del fenomeno immigrazione e di dare spazio anche a modelli positivi di integrazione e a figure come imprenditori, occupati e contribuenti. In una parola si tratta di vedere gli stranieri come una componente della società italiana e non più come un problema. Del resto parliamo di quasi 5 milioni di residenti e circa 800mila alunni. Il futuro dell’Italia è già qui.

Fonte: www.all-tv.tv di Filippo Panza il 4 febbraio 2015

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