1-Riferimenti a luoghi cose o persone sono puramente casuali
2-per la crudeltà del romanzo e consigliata ad un pubblico "serio"
3-non fate caso ad eventuali errori di ortografia
Ok detto ciò sono lieto di iniziare...

Le memorie di Ulrick Seyfer.
-Capitolo uno, L'incubo di Skiringard-
L'urlo di un uomo anziano si levò nell'aria insieme a stormi di neri corvi.
"Arriiiiivanooooo!" esclamò questa voce lontana.
Da lì a poco in tutto il villaggio si udirono tamburi e corni da guerra accompagnati
dalle urla dei paesani e dall'avvicinarsi di pesanti passi.
A quel tempo avevo solo 16 anni, troppo piccolo per essere uomo e troppo uomo per essere piccolo,
mio padre impugnò la spada e ne porse una a mè per la prima volta,
era poco più di un pugnale ma il possedere tale arma mi rassicurava anche se ero ignaro di come utilizzarla.
Le parole di mio padre furono semplici e veloci: "Proteggi la nostra famiglia come farei io stesso!".
Ubbidendo mi portai sull'uscio di casa e le seguii con lo sguardo mentre, correndo, si allontanava.
Passarono pressappoco una manciata di minuti quando ad un tratto sentii bestiali urla e assordanti risate,
non riusci bene a capire come, ma capii che da quel momento in poi non avrei mai più rivisto mio padre vivo, e che,
se non mi fossi nascosto, avrei anche io fatto la stessa fine.
Mia madre, in lacrime, mi affido mia sorella urlandoci di scappare, di nasconderci dove non ci avrebbero trovati finché non se ne fossero andati.
Annuì a mia madre e lanciai uno sguardo a mia sorella che ricambiò; il suo nome era Syra ed era tre anni più giovane di mè,
vedendo i suoi occhi da bambina piangere, mi commossi.
La presi per la mano ed uscii di casa correndo in tutta fretta, le urla, le risate, i tamburi erano ormai sempre più vicini,
non sapendo dove scappare di diressi di istinto verso la taverna del paese ove mio padre era solito passare le sue serate con gli amici.
Arrivato davanti il portone mi bloccai, mi vennero in mente i rimproveri di mio padre, mi disse che mai e poi mai sarei dovuto entrare in quella locanda perchè ero troppo piccolo.
Come se fossi stupido o avessi bisogno di vedere, per capire che mio padre tradiva mia madre con le puttane dell'osteria, ma nonostante sapevo ciò, tutte le sere aspettavo di fronte a quel grande portone che lui uscisse, per poi aiutarlo, ubriaco, a tornare a casa da noi.
Ritornai in me mentre mia sorella mi chiamava insistentemente: "Ulrick, Ulrick cosa facciamo? Dove ci nascondiamo? Io ho paura!"
a quel punto l'unica idea che mi venne fu quella di nasconderci sotto la scalinata di legno della taverna.
Così ci allungammo nella fredda neve e strisciammo tra gli assi cercando l'angolo più buio e riparato.
Da lì ebbe inizio l'incubo!
Enormi uomini muscolosi dai capelli neri e folte barbe si facevano largo tra la gente del paese,
erano vestiti con mutandoni di pelle o pelliccia di animale ed avevano delle armature leggere tipo spallacci o guanti a piastre,
Brandendo spade, scudi e asce uccidevano tutto ciò che di vivo gli capitava sotto tiro, vidi morire amici, parenti,
famiglie intere spazzate via tra sangue e interiora che macchiavano la candida neve, venne dato fuoco a tutti gli edifici e le case,
rubarono cibo, acqua, bestiame, armi, vestiti e quel poco oro di cui noi andavamo fieri di possedere.
Vidi addirittura una donna che venne uccisa a sangue freddo proprio mentre teneva in braccio il suo bambino,
avrà avuto al massimo un anno o anche di meno.
In silenzio io e Syra assistevamo a quel massacro, mia sorella riusciva appena a strozzare i gemiti del suo pianto.
Una truppa di quegli uomini assaltarono la taverna e passarono sopra di noi rumorosamente,
dalla porta spalancata sentimmo urla e pianti che neanche all'inferno me li immaginavo così.
Il rumore di un corno fece il silenzio nel villaggio fermando i razziatori.
Gli uomini si radunarono tutti ai lati dei viali mentre pesantissimi passi si avvicinavano facendo tremare la terra.
Un uomo a cavallo con un armatura completa capeggiava avanti un interminabile truppa di guerrieri pesantemente armati,
le loro armature erano rosso sangue e oro, e brandivano per la maggior parte un enorme scudo ed un ascia.
Dentro l'elmo una strana oscurità non lasciava vedere il viso, si vedevano solamente gli occhi, azzurri o rossi sgargianti,
un colore che solo la magia può rendere l'idea.
Appena dopo che l'ultimo guerriero passò per il villaggio la razzia continuò.
Mia sorella non riusciva più a sopportare il terrore ed inizio a balbettare qualcosa:
"U-Ulrick... Morirò v-vero? M... M-moriremo tutti vero?"
Io gli feci cenno di stare in silenzio ma lei esclamò:
"MORIREMO TUTTI VERO? TI PREGO ULRICK, TI PREGO AIUTAMI... SALVAMI ULRICK!!!".
Gli tappai la bocca ma fu inutile, uno degli uomini ci sentì e si avvicino sospetto verso le scale notanto il solco fatto strisciando nella neve,
si chinò ed osservo nel buio.
Vidi la sua faccia vecchia e rugosa, la sua bocca sdentata fece un maligno sorriso.
Urlò:"HEY GENTE! VENITE UN Pò A VEDERE COSò TROVATO!" scoppiando a ridere.
Un altro uomo che si avvicino disse:"hooo, che carina! Ma che bella donzella vedono i miei occhi!"
Capì subito che la veste bianca di Syra ci fece scoprire.
A quel punto uno degli uomini infilò un braccio tra gli assi e subito scoppiamo entrambi in un urlo!
Il braccio afferrò mia sorella per un piede e la trascinò fuori dal nostro nascondiglio,
io sguainai il pugnale di mio padre e strisciai fuori girandomi verso gli aggressori che esclamarono:
"Huuuo che paura grande e temibile guerriero! Quella tu la chiami spada?"
E sguainando a sua volta l'arma urlò:
"QUESTA E UNA SPADA!"
I suoi complici scoppiarono a ridere a crepapelle mentre avevano intrappolato mia sorella tenendola per le braccia e tappandogli la bocca.
Sferrai un fendente verso l'uomo che abilmente lo schivò e mi diede una ginocchiata sullo stomaco,
arrancai indietro e rivolsi il mio sguardo verso l'alto, vidi una lama che stava per colpirmi in piena faccia.
Chiusi gli occhi pensando fosse la fine, cosa avrebbe fatto mio padre? No, non avrebbe chiuso gli occhi arrendendosi,
avrebbe combattuto fino all'ultimo per proteggerci.
Riaprii gli occhi e vidi la lama che messa di piatto mi colpì proprio in mezzo agli occhi.
Caddi a terra sanguinante, la vista si stava offuscando e i suoni erano fievoli, sentivo solo le grasse risate degli uomini e
le urla soffocate di mia sorella.
Cercai di alzare il mio sguardo a Syra per un ultimo addio e vidi gli uomini che iniziarono a violentarla tutti insieme.
Vidi il sangue che dalla sua bianca veste ormai rossa, cadeva a gocce sulla candida, fredda, crudele neve.
Sentivo le urla soffocate e isteriche e le risate sempre più forti, poi le loro frasi... preferisco non narrarle.
E l'unica cosa che mi rimase di fare fu svenire!
Quando mi risvegliai ero in una grande tenda in pelle di animale, con le ferite medicate e bendate.
Sentivo dolore ma non molto, pensai subito che qualcuno ci avesse soccorso così mi alzai dal letto ed uscii.
Fuori dalla tenda era mattino presto, c'era un accampamento di tende e gli uomini che avevano distrutto il mio villaggio
stavano bivaccando davanti un grande falò.
Una puzza mi stordì, mi girai e vidi 5 carcasse inerti nella neve, mi tappai il naso ed aguzzai la vista,
notai subito che erano quelli che avevano torturato e seviziato mia sorella,
erano stati brutalmente uccisi e smembrati, le loro teste erano staccate ed infilate a lance conficcate per terra.
Non ci capivo più nulla, la testa mi stava scoppiando sia per la confusione che per l'emicrania,
perchè si erano uccisi tra loro? Syra sarà viva? perchè IO sono ancora vivo?
Una voce interruppe i miei ragionamenti:
"Era quello che si meritavano vero?"
Mi girai e vidi un uomo enorme con un armatura pesante, nera ed oro, simile a quella vista nel mio paese.
Tentai di parlare ma le parole non uscivano dalla mia bocca, così lui continuò:
"Il mio dio chiede sangue, ma non il sangue dei deboli e indifesi!
loro hanno commesso un grave peccato e così il loro sangue e stato versato in remissione dei loro peccati."
Rimasi incantato a fissare l'elmo dell'uomo che, sfilandoselo disse:
"Il mio nome e Krugnar della tribù dei Khalac i fratelli del corvo, e tu giovane, ora ne fai parte!"
In maniera naturale annuì e segui l'uomo nella sua tenda...
***fine primo capitolo***
Spero vi sia piaciuto!
Wolfhound
Non sei registrato? Clicca qui e registrati subito! E utilizza tutte le funzionalita' del sito! 

Photoshop Editor
Wiizard Power Search
Mii Editor
Wiizard Power Host























